Oggi, 9 dicembre, si celebra la Giornata Internazionale contro la Corruzione. Per celebrarla, vogliamo condividere e valorizzare due contributi pubblicati ieri su la Repubblica che parlano del tema con uno sguardo critico, basato su dati e competenze di ricerca.
Il primo intervento è firmato da Francesca Rispoli e Alberto Vannucci, membri di Sommossa, e si basa sui risultati del nuovo sondaggio realizzato da Libera insieme a Demos & Pi.
L’articolo evidenzia un punto cruciale: inchieste e sanzioni, da sole, non bastano. Se non si rafforza il ruolo della cittadinanza attiva e non si costruiscono forme di controllo dal basso, il contrasto alla corruzione resta parziale e inefficace.
Il secondo contributo, firmato da Ilvo Diamanti, offre una lettura più ampia e di lungo periodo. A trent’anni da Tangentopoli, il quadro che emerge è quello di una “eternità dello scandalo”: per nove italiani su dieci, nulla è cambiato. La corruzione continua ad essere percepita come diffusa, resistente alle riforme e capace di riprodursi nei meccanismi profondi del sistema politico e amministrativo.
Per Sommossa, che analizza la corruzione come fenomeno strutturale e mediato, questi contributi ricordano un punto fondamentale: studiare come le persone percepiscono e narrano la corruzione è condizione indispensabile per progettare interventi efficaci. Solo comprendendo i meccanismi attraverso cui si formano le rappresentazioni collettive possiamo immaginare policy capaci di rafforzare la resilienza democratica e sociale.





